03 gen 2011

"Maledetti Toscani" di Curzio Malaparte


...O italiani che usate abbracciarvi lun laltro, e prendere tutto in facile, e veder tutto roseo, e tutto quel che fate lo gabellate per eroico, e vi credete virtuosi, e avete la bocca piena di libertà mal masticata, e pensate tutti a un modo, sempre, e non vaccorgete di esser pecore tosate.
O italiani che non amate la verità, e ne avete paura. Che implorate giustizia, e non sognate se non privilegi, non invidiate se non abusi e prepotenze, e una cosa sola desiderate: esser padroni, poichè non sapete essere uomini liberi e giusti, ma o servi o padroni.O poveri italiani che siete schiavi non soltanto di chi vi comanda, ma di chi vi serve, e di voi stessi; che non perdete occasione alcuna di atteggiarvi a eroi e a martiri della libertà, e piegate docilmente il collo alla boria, alla prepotenza, alla vigliaccheria dei vostri mille padroni:imparate dunque dai toscani a ridere in faccia a tutti coloro che vi offendono e vi opprimono, a umiliarli con larguzia, il garbato disprezzo, la sfacciataggine allegra e aperta.


Imparate dai toscani a farvi rispettare senza timor della legge, né degli sbirri, che in Italia tengon luogo della legge, e della legge son più forti.Imparate dai toscani a sputare in bocca ai potenti, ai Re, agli Imperatori, ai Vescovi, agli Inquisitori, ai Giudici, alle Signorie, ai cortigiani dogni specie, come si è sempre fatto in Toscana, e si fa tuttora.Imparate dai toscani che un uomo in bocca a un altro non si è mai visto , che un uomo vale un altro, e anche meno .Imparate dai toscani che non cé nulla di sacro a questo mondo, fuorché lumano, e che lanima di un uomo è uguale a quella di un altro: e che basta sapersela tenere pulita, allasciutto, che non pigli polvere ne umido, come sanno i toscani, che dellanima propria son gelosissimi, e guai a chi gliela volesse sporcare, o umiliare, o ungere, o benedire, o impegnare, affittare, comprare; e che vi sono anime femmine e anime maschie, e che le anime dei toscani son maschie, come si vede da quelle che escon di bocca ai morti nel Camposanto di Pisa: il solo camposanto che sia al mondo, tutti gli altri son cimiteri.Imparate dai toscani a non temer lodio della gente, né linvidia, il livore, la superbia, a non temer nemmeno lamore.Imparate a rispondere alla malvagità coi calci bassi, al sospetto con i morsi alla gola, ai baci sulla guancia con le dita negli occhi...


Oggi voglio parlare di un Pratese "come sapete vivo in provincia di Prato" Curzio Malaparte, nome d'arte di Kurt Erich Suckert  nato a Prato il  9 giugno 1898 da padre tedesco e madre italiana, e morto nel  luglio del  1957,è stato uno scrittore e giornalista italiano del Novecento.Particolarmente noto soprattutto all'estero, per i suoi romanzi Kaputt e La pelle....Lo pseudonimo che usò dal 1925, fu da lui ideato come umoristica paronomasia basata sulla parola "Bonaparte". Kurt Suckert da Prato è stato anche un "classico" maledetto toscano, italiano doc malgrado il nome e cognome,doppiogiochista, bell'uomo, playboy di rango ...Il percorso di Curzio fu grandioso:da fascista a collaboratore degli americani durante la guerra,fino a morire comunista "cinese"; infatti si dice che  la splendida villa color mattone di Capri la lasciò in eredità alla Cina di Mao tse tung....Che poi però non la presero chissà perchè,hihihihihi!!!

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